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tratto da "Il
Quotidiano della Calabria" del 20 agosto 2004
POLISTENA Fiori bianchi, un piccolo casco azzurro e la foto di
Francesco Totti, il suo beniamino per il piccolo Federico, tifoso
romanista, fiori rossi per Francesco il papā, padre e figlio
dunque, le due ultime vite spezzate sull'asfalto della superstrada
Jonio-Tirreno alla vigilia di ferragosto.
Un'intera cittā che si č stretta intorno alla moglie Giuseppina
che porta i segni evidenti del tragico scontro, ad uno dei due
figli ventenni, gemelli, Mauro ed Emiliano i loro nomi, uscito
quasi indenne dallo scontro, l'altro č ancora ricoverato
nell'ospedale cittadino e solo poche ore prima ha saputo cosa
realmente č successo alla sua famiglia, spezzata nel bel mezzo
dell'estate, in Calabria, terra di origine dei genitori.
Nel tardo pomeriggio di ieri nel Duomo della Cittā, gremito e
ammutolito, si sono svolti i funerali delle due vittime della
strada, Francesco e Federico D'Agostino, 49 e 13 anni, quella
tragica serata di sabato, viaggiavano alla volta di Polistena,
cittā natale di Francesco. provenienti da Marina di Gioiosa
localitā che avevano scelto come meta estiva per un periodo di
ferie fuori dalla vita caotica di Roma, la cittā che avevano
scelto per vivere tanti anni prima.
L'intera famiglia quella sera si stava recando a Polistena per
trascorrere il ferragosto con i genitori, fratelli e sorelle di
lui e nello stesso tempo per permettere a Francesco, che per
lavoro faceva il ristoratore in un locale della capitale di dare
una mano al fratello Federico, titolare a sua volta di una
pizzeria nel centro della cittā.
Tutto si č interrotto, tragicamente poco prima della lunga
galleria della superstrada nei pressi di Mammola, quando l'auto
del D'Agostino si č scontrata frontalmente, per cause ancora al
vaglio degli esperti, con la Mercedes "impazzita" guidata da un
altro figlio di Calabria trapiantato al nord che si stava recando
anche lui con tutta la famiglia verso Siderno, sua cittā di
origine.
Un incidente che ha coinvolto quattro autovetture e che ha
provocato oltre ai due morti anche diversi feriti per fortuna non
gravi. Una folla attonita e commossa ha partecipato alla
concelebrazione eucaristica nella Chiesa Madre, e tanta altra
gente fuori dalla Chiesa ad attendere l'uscita dei feretri per
tributare l'ultimo saluto a chi tornato nella sua terra per
riposo, il destino ha voluto che ci rimanessero, per sempre, su
quell'asfalto che sta diventando sempre pių rosso della strada che
porta al mare
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