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IL FATTO
Un inqualificabile ed inquietante episodio a margine del Consiglio Comunale aperto
Un consigliere comunale aggredisce verbalmente il presidente della Consulta per la Cultura del Comune di Polistena
red

Polistena - Un inqualificabile ed inquietante episodio si è registrato a margine del Consiglio Comunale aperto tenutosi nella mattinata di domenica a Polistena per condannare l'attentato subìto dall'assessore Giancotta, di cui riferiamo sopra.
Appena conclusasi l'assise gli ospiti numerosi che avevano presenziato e partecipato alla seduta stavano tranquillamente defluendo dalla Sala Consiliare del Comune quando improvvisamente, a freddo e senza alcun motivo apparente, un consigliere comunale appartenente al gruppo di maggioranza ha cominciato ad inveire nei confronti del presidente della Consulta Comunale per la Cultura Giovanni Pecora, sostenendo con fare minaccioso ed ad alta voce, tanto da essere ben sentito dalle decine di persone che stavano uscendo dall'Aula, che egli non avrebbe avuto titolo a sedere nei banchi dell'Aula Consiliare.
La pretestuosità e la risibile inconsistenza di tale presa di posizione ha indotto altri presenti, quasi tutti ospiti come Giovanni Pecora e come lui seduti tra i banchi dell'Aula consiliare, ad interrogarsi meravigliati su quanto stavano ascoltando, e lo stesso Giovanni Pecora è stato oggetto di un'immediata e corale solidarietà da parte anche di numerosi consiglieri comunali testimoni dell'assurdo tentativo evidente di intimidazione nei confronti dell'ospite.
Peraltro Giovanni Pecora, invitato personalmente telefonicamente a partecipare al Consiglio Comunale dal Sindaco della città, non rappresentava in quel contesto solo la Consulta Comunale per la Cultura, ma nell'occasione era stato delegato a farsi portavoce della solidarietà del costituendo coordinamento regionale "Rete per la Calabria" e del movimento dei ragazzi di Locri e di Calabria "Ammazzateci tutti".
Giovanni Pecora è anche esponente di primissimo piano a livello regionale dell'associazionismo antimafia, in passato è stato vittima di un attentato che ha distrutto una sua auto parcheggiata sotto casa e non più di qualche mese addietro è stato oggetto di agghiaccianti minacce di morte nei suoi confronti mediante scritte apparse sui muri della città.
Proprio per tutti questi motivi l'episodio assume un rilievo assolutamente preoccupante, perchè il protagonista in negativo è un rappresentante del Consiglio Comunale che proprio alcuni minuti prima aveva espresso, per bocca del sindaco Giovanni Laruffa e con un ordine del giorno approvato all'unanimità, una durissima condanna della violenza e di richiamo al ruolo fondamentale di educazione alla legalità che devono assumere tutte le istituzioni cittadine.
In merito all'episodio Giovanni Pecora ha voluto rilasciare a questo sito internet (di cui peraltro è direttore editoriale) la seguente dichiarazione:
"Il consigliere comunale che mi ha aggredito verbalmente all'uscita del Consiglio Comunale aperto di solidarietà a Peppe Giancotta non è nuovo a questi tentativi di intimidazione e di provocazione nei miei confronti, ai quali sempre in passato non ho dato alcun peso limitandomi ad informare verbalmente dell'accaduto il Sindaco della città ed alcuni membri della maggioranza consiliare.
Fino ad oggi alle provocazioni ed ai tentativi di intimidazione ho preferito rispondere con il silenzio ed il senso della misura che una persona civile, e con responsabilità pubbliche, deve dimostrare in queste fastidiose circostanze, anche se resto incredulo di fronte a questa aggressività che da parte mia non trova alcuna spiegazione razionale visto che nulla mi fa pensare di aver suscitato il risentimento del consigliere, non avendo con lui alcun rapporto né di natura sociale, né professionale, né amministrativa.
Ma dopo l'episodio di oggi, che mi ha esposto anche ad una mortificante ed imbarazzante situazione di fronte a numerosi ospiti ed amici presenti in quel momento, sia pure se confortato immediatamente da attestazioni tanto di solidarietà nei miei confronti quanto di disistima unanime nei confronti dell'aggressore, non mi resta che rendere di pubblico dominio la vicenda, limitandomi per il momento a 'dire il peccato ma non il peccatore' in attesa che il Sindaco assuma le determinazioni che riterrà opportune per garantire innanzi tutto la mia tranquillità personale, profondamente turbata dalla vicenda, e contestualmente imponendo al consigliere comunale un rigoroso rispetto, in special modo in pubblico, tra rappresentanti di diverse istituzioni dello stesso Comune.
E' ovvio che relazionerò per iscritto al sindaco in merito a questa vicenda, riservandomi se dovessero ripetersi anche solo un'altra volta episodi simili di portarli a conoscenza del Sig. Prefetto e dell'Autorità Giudiziaria competente.
Per quanto riguarda le offese personali non me ne curo più di tanto: viviamo in una cittadina dove ci conosciamo tutti, ed i cittadini sanno ben valutare fatti e persone
".

 

 

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