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POLISTENA
- In vista dell’approvazione del POR 2007-2013, gli Enti
Locali ed in particolare le Province, dovranno avere un ruolo
importante nella gestione diretta della spesa comunitaria,
nell’ambito di una programmazione preliminarmente concertata. Il
Documento Strategico Regionale ha indicato le priorità,
individuando gli obiettivi per lo sviluppo e la crescita economica
del nostro territorio.
Dopo il trasferimento di numerose competenze amministrative alle
Province previste dalla legge regionale n. 34 del 2002, la
Provincia di Reggio come tutte le province calabresi, cambierà sia
strutturalmente che funzionalmente. Insieme al personale
regionale, sta per essere ultimato il trasferimento dei fondi
correnti, che però saranno appena sufficienti per l’esercizio
delle sole competenze burocratiche. La Provincia di Reggio,
invece, dovrà essere capace di guardare oltre, allargando gli
orizzonti della sua attività verso una programmazione del proprio
sviluppo, che renda protagonista la politica ed i suoi indirizzi.
Le linee programmatiche approvate dalla maggioranza provinciale
(nella foto il presidente della giunta provinciale di Reggio Calabria, Morabito),
valutano indispensabile che una parte dei fondi strutturali venga
direttamente gestita dalle Province. In questo modo, potremo
riempire di contenuti le deleghe ricevute, non rischiare di
appesantire i compiti dei dipartimenti regionali, che spesso sono
oberati di lavoro, e al contempo, qualificare l’azione politica
della Provincia di Reggio Calabria per rendere più efficiente e
snella l’attività amministrativa.
Potrà essere una grande occasione, dunque, per la nostra Provincia
se verrà delegata la gestione dei fondi strutturali nel settore
dell’agricoltura, dell’industria, delle attività produttive in
genere, le cui competenze sono state delegate alle Province. Si
pensi inoltre, a quelle risorse per il lavoro e la formazione
professionale, attraverso i Centri per l’Impiego; si pensi alle
politiche sociali, all’istruzione scolastica, ai programmi di
intervento per la promozione delle fonti rinnovabili e del
risparmio energetico e per la gestione dei rifiuti. A ciò si
aggiungano gli interventi per il rafforzamento delle condizioni di
legalità e di sicurezza, che dovrebbero essere attivati
principalmente dagli Enti Locali, quelli per la promozione
culturale e turistica, e per le attività connesse alla protezione
civile. Senza considerare poi l’utilità di investire anche fondi
POR per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, delle
infrastrutture viarie principali, nonché per il completamento
delle opere viarie strategiche definite negli accordi di programma
sulla viabilità.
Infine, bisogna ricordare che le spese comunitarie non vengono
computate ai fini del patto di stabilità degli Enti Locali. Ciò
significa che la gestione dei fondi strutturali da parte delle
Province è compatibile col mantenimento degli obiettivi di finanza
pubblica stabiliti dall’Unione Europea.
Siamo convinti che la Giunta Regionale, che ha già avviato il
confronto con le Province sul Documento strategico, darà ampia
disponibilità affinché la partecipazione nella discussione sui
POR, diventi un elemento oltre che di confronto, anche di
sostanza.
Reggio Calabria li 10/10/2006
Michele Tripodi – CONSIGLIERE PROVINCIALE
CAPOGRUPPO DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
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