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Polistena.net - 16 Luglio 2005 |
Don
Biagio Corvino ha festeggiato i suoi 50 anni di vita sacerdotale
acclamato dalla gente di San Giorgio
Mezzo secolo di
Sacerdozio
(Damiano Tripodi su "La Piana") |
La data del 29 Giugno ha rappresentato per la comunità di San
Giorgio Morgeto, una giornata di festa tutta dedicata a Don Biagio
Corvino: il parroco che proprio in quella data ha compiuto mezzo
secolo al servizio della Chiesa, di cui ben 44 proprio in San
Giorgio Morgeto. Ed in quella giornata la sua gente ha voluto
essergli vicino, affollando fino all'inverosimile, nonostante il
caldo asfissiante, la Chiesa parrocchiale dedicata a Sa nta Maria
Assunta, dove Mons. Vincenzo Rimedio, affiancato dal Vicario
Generale Don Pino De Masi e da una nutrita rappresentanza di
sacerdoti provenienti da tutti i paesi della Piana, ha celebrato
una messa in onore di quello che è stato anche un suo compagno di
seminario.
Nella splendida cornice di quel luogo sacro, si sono levati inni
di lode al Signore da parte del coro che ha dimostrato una grande
professionalità e preparazione. Nutrita anche la presenza di
bambini a dimostrazione dell'attaccamento al loro parroco anche da
parte delle nuovissime generazioni. Al termine della funzione
religiosa don Pino De Masi ha dato lettura della toccante lettera
che il vescovo della diocesi Oppido-Palmi Mons. Luciano Bux ha
inviato a Don Biagio; dopo di che il commissario prefettizio,
dott. Demetrio Martino, ha consegnato a Don Biagio una targa a
nome del Comune e di tutta la cittadinanza e nel corso di un breve
ma significativo intervento, ha avuto parole di ringraziamento per
l'operato svolto in tutto questo arco di tempo a favore della
comunità sangiorgese.
Infine ha preso la parola il "festeggiato" che con tono commosso
si è rivolto a tutti i presenti ai quali ha esternato quelli che
sono i suoi sinceri e profondi sentimenti. Queste le sue parole:
"Oggi, una profonda e naturale commozione pervade il mio animo, in
questo momento, dinanzi a due date significative: 29 giugno 1955 e
29 giugno 2005, due vere colonne portanti la cui campata è
costituita dal mio sacerdozio ministeriale che abbraccia 50 anni
di attività pastorale, un arco di tempo in cui ho consacrato la
mia opera completamente alla Gloria di Dio e al bene delle anime.
Gli ultimi quarantaquattro anni del mio percorso sacerdotale sono
trascorsi a San Giorgio Morgeto, dove sono stato accolto con
affetto e benevolenza. Tutti i fedeli di questa comunità,
sensibili ed affettuosi, caratterizzati da grande generosità
d'animo e dedizione verso la famiglia, mi hanno dato la forza
morale di impegnarmi nel mio operato con amorevole dedizione e
responsabilità. Molti sono stati per me i momenti importanti
svolti al servizio del Vangelo e a favore di tante anime a me
affidate e desiderose di Dio, per cui infinita è la riconoscenza
che devo avere verso il Signore per tutti i doni ricevuti in
questi anni della mia vita sacerdotale. Mi permetto, pertanto, di
ricordare a tutti voi presenti di pregare affinchè tutti i
sacerdoti, fedeli alla consegna offerta da Gesù nel Cenacolo,
celebrino sempre con fervore, la Santissima Eucaristia, che è
simbolo di unione con Dio. Difatti nell'Eucarestia, durante la mia
vita di sacerdote, ho trovato il segreto per vincere la
solitudine, il sostegno per sopportare le umane sofferenze,
l'energia per confermare la mia scelta di fedeltà nell'unione con
Dio che aiuta e consola chi lo invoca.
Da qui l'accorata e ripetuta mia richiesta di preghiere da parte
di questa comunità perchè sappia riscoprire, con fede, il valore
del sacerdozio alla luce dell'Eucarestia nella celebrazione
quotidiana della Santa Messa, vincolo di unità e mistero d'amore.
A questo punto posso ribadire alla mia coscienza e a tutte le
anime che ho incontrato nel mio cammino che ho sempre creduto con
fermezza nel sacerdozio a cui Cristo, sommo ed eterno sacerdote,
rendendomi degno del Suo amore, mi ha chiamato fin dalla mia
tenera età. In questo giorno di festa e di comunione fraterna
rivolgo il mio ricordo doveroso e riconoscente a tutte le persone
care che mi sono state vicine. Il mio primo affettuoso pensiero va
ai miei genitori: alla mia cara mamma, che con la sua santità di
vita e la
presenza costante ed amorosa, ha inciso profondamente
nella mia vita in preparazione al sacerdozio ed ha assistito alla
mia ordinazione sacerdotale del cielo, poichè mi ha lasciato
quando avevo 20 anni; al mio caro papà, che con la sua umiltà e
laboriosità, ha arricchito la mia intima conformazione e mi ha
trasmesso gli insegnamenti fondamentali per la mia formazione, mi
ha seguito negli anni di seminario ed ha presenziato alla mia
ordinazione. Sul letto di morte, appena qualche anno dopo, sono
stato io, intimamente commosso, ad amministrargli gli ultimi
sacramenti. Un ricordo indelebile va alle mie affettuose sorelle
Maria e Rosa dalle quali sono stato amato ed accudito per lungo
tempo. Nè potrò mai dimenticare i miei fratelli, sopratutto Luigi
con cui ho vissuto in questi ultimi anni condividendo le sue
sofferenze, da lui sopportate con rassegnazione e fede. Un
pensiero particolare va a mia sorella Nina e a mio cognato Nato
che mi sostengono e sono sempre presenti condividendo, nella più
grande comprensione, ansie e trepidazioni.
Ricordo ancora i miei nipoti che, affettuosamente, si prodigano
per la mia salute e tranquillità con tutte le attenzioni
possibili. Ringrazio della sua sempre premurosa presenza Sua
Eccellenza, il Vescovo Monsignor Rimedio, con cui ho trascorso
alcuni anni di seminario. Ho chiesto che fosse presente in questa
ricorrenza religiosa in quanto mi unisce a lui un sentimento di
profonda stima e affetto. Un ringraziamento, profondamente
sentito, va anche ai miei confratelli a cui mi sento legato da
sincera amicizia; loro attraverso la concelebrazione, mi hanno
onorato con la loro affettuosità, esultando con me nel nome del
Signore. Alle care consorelle rivolgo immensa riconoscenza per
essersi unite alla mia gioia e pregherò il Signore perchè possano
continuare nelle loro opere di bene a vantaggio di tutti i
bisognosi. A tutta l'Azione Cattolica, ai catechisti, al caro
diacono Teodoro, alle congregazioni del SS. Sacramento e del
Rosario e a tutto il Comitato organizzativo rivolgo la mia sentita
riconoscenza per l'opera che svolgono con fede nell'ambito
parrocchiale e per tutto l'impegno assunto per la riuscita di
questo incontro di fede e gioiosa manifestazione, i loro nomi sono
tanti e non posso qui elencarli, ma sono e resteranno impressi
eternamente nel mio cuore. Ringrazio tutti gli amministratori
comunali che si sono alternati durante la mia permanenza a San
Giorgio; essi si sono impegnati a rendere più bella, con opere di
restauro, la nostra chiesa parrocchiale. Un benvenuto al
commissario prefettizio, dott. Martino, con l'augurio di un buon
lavoro. Un grazie affettuoso e sentito a tutta la comunità di San
Giorgio Morgeto che rappresenta la mia famiglia pastorale, difatti
questa di oggi deve essere proprio una festa familiare da
condividere con voi che siete stati tutti sempre disponibili,
affettuosi e comprensivi infondendomi l'incentivo indispensabile
alla vita di ogni giorno. In tutto il tempo trascorso insieme
abbiamo imparato a conoscerci, a capirci sempre maglio, a trarre
conforto reciproco in alcuni momenti e siamo riusciti a superare
tutto con serenità. E' mio dovere, perciò, chiedervi scusa se, mio
malgrado, qualche volta non ho potuto soddisfare le vostre
richieste per motivi non dipendenti dalla mia volontà. Ringrazio,
infine, il Signore per avermi fatto vivere gioiosamente questo
meraviglioso evento della mia vita sacerdotale e, posso affermare
di aver risposto generosamente alla grazia del Signore, con tutte
le fragilità di natura umana, senza alcun merito personale, ma
solo con l'aiuto di Dio. A Maria, Madre dei sacerdoti e Madre di
tutti chiedo l'aiuto e la protezione per i
sacerdoti e per tutta la comunità di San Giorgio. Per tutti
imploro grazie e benedizioni affinchè ciascuno possa affrontare e
risolvere, nel modo migliore, le problematiche che la vita
presenta inesorabilmente nella quotidianità. Invoco il Signore
perchè dia a questo nostro mondo tormentato dalle guerre, quella
pace che possa farci vivere nel futuro una serena e civile
convivenza che è esaltazione della Gloria di Dio.
Una preghiera particolare rivolgo a favore dei giovani affinchè si
formino secondo i giusti valori di vita e di fede e possano
concretizzare le proprie aspirazioni nella grazia di Dio. Un
pensiero affettuoso va agli assenti che, per necessità di lavoro,
hanno dovuto emigrare in terre lontane, dove si sono sempre
distinti per onestà e intelligenza, essi, pur se lontani,
conservano nel loro cuore tutto l'amore per il loro paese di
origine. Infine un saluto particolare al nostro amatissimo Vescovo
Mons. Luciano Bux.
A tutti ancora grazie e benedizioni".
A don Biagio Corvino va un affettuoso augurio anche da parte della
Redazione di questo mensile e mio personale.
Da parte di tutta la redazione di
Polistena.net i più vivissimi auguri a don Biagio Corvino affinchè
continui con la sua naturale dedizione nel grande compito di
pastore del Signore.
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